AR e modellazione 3D: perché fanno la differenza nella fase pre-sales
Nel contesto competitivo attuale, caratterizzato da cicli decisionali sempre più brevi e da un elevato grado di complessità tecnica nelle soluzioni offerte, la fase pre-sales assume un ruolo centrale nell'efficacia del processo di vendita B2B. Secondo McKinsey, il 70% dei decision maker aziendali preferisce oggi interazioni commerciali remote o digitali, e tende a formarsi un'opinione solida sul valore dell'offerta già nei primi touchpoint con il fornitore. In questo scenario, la capacità di trasferire contenuti tecnici in modo chiaro, contestualizzato e visuale diventa un differenziatore competitivo primario.
Nel settore IT e industriale, dove il pre-sales rappresenta un punto di convergenza tra business e ingegneria, la comunicazione tradizionale basata su schede tecniche, slide statiche o demo generiche spesso non è sufficiente a trasmettere la reale qualità della soluzione proposta. Il cliente, prima ancora di firmare, ha bisogno di simulare, validare e comprendere a fondo l'interazione tra componenti, architetture e processi. A maggior ragione se si tratta di sistemi complessi come infrastrutture IT distribuite, impianti industriali customizzati, piattaforme SaaS scalabili o dispositivi embedded interconnessi.
È in questo contesto che tecnologie immersive come la realtà aumentata (AR) e la modellazione 3D si dimostrano strumenti ad alto valore aggiunto per il pre-sales. La realtà aumentata consente di sovrapporre in tempo reale contenuti digitali al contesto fisico reale, trasformando un'offerta astratta in un'esperienza interattiva ad alta fedeltà. La modellazione 3D, parallelamente, permette di rappresentare con precisione geometrica e funzionale ogni elemento della soluzione proposta, visualizzando varianti configurabili, integrazioni complesse o scenari d'uso specifici.
Uno studio pubblicato su Harvard Business Review (2022) ha evidenziato che l'adozione di tecnologie AR nella fase commerciale è in grado di aumentare del 22% la probabilità di conversione nelle offerte B2B complesse, riducendo del 30% i tempi medi di chiusura delle trattative. Inoltre, secondo PwC, l'impiego di contenuti 3D e realtà aumentata nella customer journey migliora del 41% il livello di retention delle informazioni trasmesse, grazie a una riduzione del carico cognitivo e a un maggiore coinvolgimento emotivo dell'utente.
Queste tecnologie, pertanto, non rappresentano semplicemente strumenti di presentazione evoluta, ma vere e proprie interfacce cognitive ad alta densità informativa, capaci di supportare il cliente nella valutazione tecnica e nella validazione precoce dell'offerta. In un ecosistema in cui la complessità aumenta e il tempo per prendere decisioni si riduce, mostrare funzionalità, scenari e vantaggi in modo immersivo e contestualizzato non è più una scelta accessoria, ma una leva strategica.
Cosè la realtà aumentata e come funziona
La realtà aumentata è una tecnologia immersiva che consente di sovrapporre contenuti digitali contestuali alla percezione del mondo fisico in tempo reale. Questi contenuti, che possono includere elementi grafici 3D, dati tecnici, animazioni, video o interfacce interattive, vengono visualizzati attraverso dispositivi come smartphone, tablet, smart glasses o visori ottici, e arricchiscono l'ambiente circostante mantenendo l'aderenza spaziale con gli oggetti reali.
Tecnicamente, i sistemi di AR sfruttano il tracking visivo o spaziale tramite fotocamere, sensori di profondità e algoritmi di riconoscimento (SLAM - Simultaneous Localization and Mapping), per rilevare superfici, riconoscere oggetti o leggere marker visuali. I contenuti generati vengono quindi proiettati nello spazio tridimensionale dell'utente, mantenendo coerenza con le coordinate fisiche dell'ambiente reale. Questo processo prende il nome di overlay semantico e permette una sovrapposizione intelligente e mirata di contenuti informativi, senza sostituire il contesto fisico ma potenziandolo in modo funzionale.
Secondo il report Emerging Tech Impact Radar di Gartner (2023), la realtà aumentata è considerata una delle tecnologie con il maggiore impatto previsto nei processi industriali entro il 2026, grazie alla sua capacità di migliorare la produttività, la formazione e la comunicazione tecnica nei settori ad alta complessità operativa.
Un'applicazione tipica è la visualizzazione assistita di procedure tecniche. Per esempio, inquadrando un dispositivo elettronico o una macchina industriale, un tecnico può visualizzare sul display istruzioni animate che illustrano le operazioni da eseguire, come sostituire un componente, diagnosticare un errore o seguire una checklist di collaudo, riducendo il margine di errore e aumentando la velocità di intervento. Questo approccio viene già impiegato in ambito B2B per supportare manutenzioni predittive, ispezioni remote o presentazioni pre-sales interattive su impianti complessi o prodotti industriali non ancora installati.
Modellazione 3D: la base della comunicazione immersiva
La modellazione tridimensionale (3D) rappresenta l'infrastruttura visiva fondamentale su cui si costruiscono le esperienze AR. Attraverso l'utilizzo di CAD parametrici, software di rendering real-time (come Unity o Unreal Engine), e tool di ottimizzazione per l'XR, è possibile generare digital twin dettagliati di componenti fisici, ambienti produttivi o architetture complesse, con livelli di dettaglio variabili a seconda dell'uso (LOD - Level of Detail).
Questi modelli non si limitano a rappresentare l'aspetto esteriore degli oggetti, ma possono includere logiche funzionali, comportamenti dinamici, proprietà fisiche e strutture modulari, diventando veri e propri strumenti di simulazione operativa. Quando integrati in un'esperienza AR, consentono agli utenti di visualizzare il prodotto in scala reale, esplorarlo da ogni angolazione e interagirvi in modo diretto, anche prima che venga effettivamente costruito.
In fase pre-sales, l'uso combinato di modellazione 3D e realtà aumentata permette di presentare varianti configurabili di una soluzione, simulare l'integrazione in un ambiente reale (come un reparto produttivo, un locale tecnico, o una sala server), oppure testare visivamente il rispetto di vincoli spaziali, normativi o operativi. Questa capacità di pre-validazione contribuisce a ridurre gli errori progettuali, ad accelerare le decisioni e ad aumentare il grado di affidabilità percepita dal cliente.
Un'analisi condotta da Capgemini Research Institute (2022) ha evidenziato che il 59% delle aziende industriali che utilizzano AR/VR in fase pre-sales o ingegneria d'offerta ha riscontrato una riduzione dei costi legati alla prototipazione e alle modifiche di progetto superiore al 20%.
Questo approccio è già ampiamente adottato in ambiti come ingegneria industriale, arredamento tecnico, impiantistica, edilizia modulare e automazione, dove la possibilità di posizionare e interagire con il modello 3D tramite AR aiuta i team tecnici e commerciali a individuare e risolvere criticità prima della fase esecutiva, trasformando l'offerta in un'esperienza immersiva e a valore aggiunto per il cliente.
AR e 3D per vendere meglio: i benefici nella fase pre-sales
L'integrazione della realtà aumentata (AR) e della modellazione 3D interattiva nei processi di pre-sales rappresenta una leva ad alta intensità tecnologica per ottimizzare il ciclo di vendita, in particolare nei contesti B2B ad alta complessità tecnica. Tali tecnologie non si limitano a migliorare la componente visiva della presentazione commerciale, ma abilitano un sistema esperienziale che impatta su tre assi strategici: coinvolgimento del cliente, comprensione del valore tecnologico e riduzione del rischio percepito.
Uno degli impatti più evidenti è la massimizzazione del coinvolgimento iniziale: i modelli 3D interattivi e le esperienze AR attivano una fruizione esplorativa che supera l'interazione passiva tipica di slide o rendering statici. Secondo Single Grain, l'adozione di esperienze immersive ha generato un aumento fino al +189% nelle conversioni nelle demo digitali, grazie all'effetto "hands-on virtuale" che eleva l'engagement immediato.
Dal punto di vista cognitivo, l'AR contribuisce a una compressione del tempo di comprensione per prodotti ad alta complessità come sistemi embedded, architetture IT o impianti industriali modulari. Shopify ha rilevato che il 45% degli utenti dichiara che l'AR li aiuta a decidere più velocemente durante la fase di selezione prodotto.
Un ulteriore differenziale competitivo è l'adattabilità in tempo reale. Attraverso configuratori 3D connessi a sistemi ERP/PIM e motori di pricing dinamici, i venditori possono costruire proposte personalizzate, visualizzandole in scala e contesto realistico direttamente durante il dialogo commerciale. Questo approccio migliora la coerenza tecnica e contrattuale e trasmette trasparenza e controllo, due leve fondamentali per consolidare la fiducia nei mercati ad alta specializzazione.
Infine, uno dei benefici più strategici è la riduzione del rischio percepito. L'AR consente ai buyer di "provare virtualmente" la soluzione, simulandone l'integrazione nel proprio ambiente. Secondo una ricerca NielsenIQ, il 56% degli utenti dichiara che l'AR incrementa la fiducia nella qualità del prodotto, mentre il 61% preferisce acquistare da aziende che offrono esperienze immersive.
Non si tratta una semplice innovazione formale, ma un acceleratore funzionale della pipeline di vendita, che trasforma la relazione cliente-fornitore in una esperienza immersiva, interattiva e validante.
L'adozione della realtà aumentata nella fase pre-sales sta emergendo come un asset strategico ad alto valore aggiunto, non solo in termini comunicativi ma soprattutto in ottica di conversione, accorciamento del ciclo decisionale e riduzione dell'incertezza percepita da parte del buyer. Questa tecnologia, integrata con strumenti di modellazione 3D e configuratori parametrici, abilita un'esperienza visiva immersiva che supporta in modo oggettivo la comprensione del valore offerto, soprattutto in presenza di soluzioni complesse, ad alta customizzazione o non tangibili come software, impianti, infrastrutture digitali.
Diversi studi recenti confermano l'efficacia dell'AR come strumento di supporto al processo decisionale d'acquisto. Un'indagine condotta da NielsenIQ ha rilevato che il 56% dei consumatori percepisce l'esperienza in AR come un elemento che aumenta la fiducia nella qualità del prodotto, mentre il 61% preferisce acquistare da brand che offrono funzionalità immersive in AR. Questi numeri evidenziano come l'interfaccia aumentata non sia solo un miglioramento della user experience, ma una leva concreta per favorire la conversione commerciale, grazie a un impatto diretto sulla percezione di affidabilità, trasparenza e qualità del brand.
Dal punto di vista della psicologia del consumatore, la realtà aumentata funziona come validatore cognitivo, agendo sui meccanismi di anticipazione dell'esperienza d'uso. Secondo quanto riportato in una ricerca del Journal of Marketing, l'AR ha un effetto particolarmente significativo su acquirenti alla prima esperienza in una determinata categoria di prodotto, per i quali riduce sensibilmente il costo cognitivo dell'acquisto, ovvero lo sforzo richiesto per valutare, comparare e decidere. Questo si traduce in una maggiore propensione all'acquisto e in un ciclo di vendita più rapido, soprattutto nei settori B2B ad alta densità tecnica o in ambiti dove la personalizzazione è la norma.
Inoltre, l'AR permette di gestire efficacemente la fase di discovery per prodotti complessi o su misura, grazie alla possibilità di navigare scenari configurabili, esplorare opzioni visive in tempo reale e comprendere l'effettiva applicabilità della soluzione proposta. Secondo i dati raccolti da PwC nel report "Seeing is believing", il 32% dei buyer B2B ha dichiarato che l'interattività offerta dalla realtà aumentata ha inciso in modo diretto sulla loro decisione di approvazione interna dell'acquisto, in quanto ha semplificato la condivisione delle specifiche tecniche e ha ridotto i tempi necessari per coinvolgere stakeholder multipli.
Un altro aspetto chiave è la capacità dell'AR di compensare la scarsa notorietà del brand, aspetto critico soprattutto per PMI, startup o operatori emergenti. A differenza della fiducia "per reputazione", che si costruisce nel tempo, l'AR abilita una fiducia "per esperienza diretta": il cliente può simulare l'utilizzo del prodotto e verificarne la coerenza con le proprie aspettative, generando un legame emozionale e razionale più immediato. Questo effetto è stato confermato da una pubblicazione su Issues in Information Systems, secondo cui le esperienze immersive in AR aumentano significativamente la "choice confidence" anche in assenza di familiarità pregressa con il brand.
Infine, non va trascurato l'aspetto analitico: le interazioni in ambiente AR possono essere monitorate e tracciate, fornendo insight preziosi sui comportamenti del cliente durante l'esplorazione del prodotto. Questi dati possono essere integrati nei sistemi CRM o CDP per affinare la profilazione, il nurturing e l'offerta commerciale, aprendo la strada a processi di adaptive selling basati sull'esperienza immersiva personalizzata.
Applicazioni settoriali
L'adozione di realtà aumentata (AR) e modellazione 3D interattiva nella fase pre-sales ha un impatto significativo in contesti tecnico-industriali, dove la complessità delle soluzioni richiede strumenti di visualizzazione avanzata e storytelling tecnico immersivo. Ecco come queste tecnologie trasformano l'approccio commerciale in diversi settori strategici:
Edilizia e architettura: grazie alla sovrapposizione in-situ di modelli BIM 3D, è possibile visualizzare progetti integrati nel contesto reale, valutare facciate, spazi interni o impiantistiche in scala 1:1. Ciò consente di identificare interferenze, ottimizzare layout e decisioni sui materiali durante la pre-sales. Un case-study di Holo-Light in Germania ha dimostrato come l'adozione di AR in fase progettuale riduca i tempi decisionali e limiti gli errori strutturali, con un ROI superiore al 20%.
Industria e manifatturiero: l'utilizzo di AR per mostrare linee produttive e macchinari in scala reale permette ai clienti di esplorare i flussi operativi, configurare le macchine e analizzare i percorsi di manutenzione. Nel settore logistica e manifatturiero, Ericsson ha riportato una riduzione del 50% dei tempi di fermo operativi, diminuzione del 50% delle trasferte tecniche e una riduzione dell'85% nei tempi di training grazie a realtà aumentata. Le interazioni contestualizzate con gli asset, combinate con dati da MES o PIM, accelerano le approvazioni tecniche e supportano il passaggio al digital twin.
Automotive e nautica: le demo AR/3D permettono ai buyer di esplorare configurazioni personalizzate, dal design esterno all'interno veicolo, senza necessità di prototipi fisici. Inoltre, l'AR abilita la visualizzazione dei componenti di sistema (motori, cablaggi, sottosistemi) in overlay informativi, migliorando la validazione tecnica e l'ergonomia. Questo approccio è particolarmente efficace nella pre-sales per prodotti ad alto valore unitario o alta customizzazione.
Assistenza tecnica e formazione: l'AR consente di mostrare al cliente le modalità operative della formazione tecnica e del servizio post-vendita. Grazie a overlay di procedure operative, tutorial guidati e visualizzazione di sequenze di manutenzione, il team pre-sales può anticipare l'esperienza post-vendita, aumentando la fiducia e riducendo le resistenze.
Realtà aumentata e Industria 4.0: una sinergia strategica
L'integrazione della AR nei processi industriali si inserisce in modo naturale all'interno del paradigma di Industria 4.0, caratterizzato da interconnessione, digitalizzazione delle operations, interoperabilità tra sistemi e valorizzazione dei dati in tempo reale. L'AR rappresenta una tecnologia abilitante di tipo trasversale, in grado di interfacciarsi con le principali architetture digitali di fabbrica, dai sistemi MES (Manufacturing Execution System) alle piattaforme ERP, fino ai digital twin connessi via IoT, fornendo visualizzazione contestuale e interazione aumentata tra risorse fisiche, digitali e umane.
Dal punto di vista applicativo, l'AR consente di virtualizzare la presentazione e la configurazione di asset industriali, permettendo la simulazione tridimensionale di macchinari, impianti, componenti meccatronici o architetture di sistema, prima ancora della loro produzione fisica. Questo tipo di simulazione operativa consente di anticipare validazioni progettuali, verificare vincoli geometrici e funzionali, e ridurre il ricorso a prototipi fisici, con conseguente abbattimento dei costi e del time-to-market.
In ottica di ingegneria simultanea, la modellazione 3D abilitata all'AR diventa uno strumento di collaborazione interfunzionale tra progettazione, produzione, quality assurance e vendite, facilitando il passaggio da BOM virtuale (eBOM) a configurazione fisica (mBOM), con piena tracciabilità delle modifiche in ambiente PLM (Product Lifecycle Management).
Per quanto riguarda la formazione tecnica, l'AR consente di creare ambienti di addestramento immersivi, basati su scenari realistici e procedure operative guidate. Gli operatori, dotati di dispositivi mobili o wearable (smart glasses, tablet industriali), possono interagire con contenuti contestuali, step-by-step, direttamente sovrapposti agli asset reali. Questo approccio è particolarmente efficace per attività ad alta criticità, come l'avvio impianto, la manutenzione preventiva o la gestione di allarmi, riducendo il rischio operativo e aumentando il grado di autonomia del personale di prima linea.
In ambito monitoraggio e manutenzione, l'AR si integra ai digital twin per fornire un'interfaccia spaziale intelligente ai dati raccolti in campo tramite sensori IoT. L'operatore può accedere, in tempo reale, a KPI, alert, diagnostica predittiva e documentazione tecnica direttamente dal dispositivo mobile, posizionando le informazioni esattamente dove servono nel contesto fisico. Questo approccio consente di attuare strategie di manutenzione condition-based o predittiva, riducendo i downtime non pianificati e ottimizzando la gestione delle risorse.
La disponibilità di ambienti aumentati interconnessi, aggiornati in tempo reale e perfettamente integrati nei flussi IT/OT consente inoltre di supportare logiche avanzate di commissioning virtuale, simulazione dei flussi logistici, programmazione robotica offline e visualizzazione delle sequenze di montaggio o smontaggio direttamente sul campo.
Quali sono le sfide da affrontare?
L'integrazione della realtà aumentata nei processi aziendali, specialmente nella fase pre-sales, comporta una serie di sfide organizzative, tecnologiche e culturali che le imprese devono essere pronte ad affrontare con una visione strategica e un piano operativo strutturato.
La prima barriera è di tipo economico: l'introduzione dell'AR comporta costi iniziali legati allo sviluppo dei contenuti 3D, alla progettazione dell'esperienza utente, all'adozione di piattaforme software dedicate e, in alcuni casi, all'adeguamento delle infrastrutture IT (es. dispositivi compatibili, reti a bassa latenza, ambienti cloud di rendering o distribuzione dei contenuti). Sebbene i costi si stiano progressivamente riducendo grazie alla maturazione degli strumenti e alla diffusione di standard aperti, l'investimento iniziale rimane una soglia di ingresso che deve essere pianificata attentamente.
Un'altra criticità ricorrente è la mancanza di competenze interne specifiche nella progettazione e gestione di esperienze in realtà aumentata. Le aziende spesso dispongono di figure tecniche esperte nei propri settori core (meccanica, software, automazione), ma non sempre di skill in ambito UX 3D, modellazione parametrica ottimizzata per AR, o integrazione con sistemi preesistenti (PLM, CRM, CMS, PIM). Questo comporta la necessità di formare il personale o di affidarsi a partner esterni con esperienza verticale nella trasformazione digitale applicata all'extended reality.
Dal punto di vista tecnologico, possono emergere limitazioni legate alla performance dei dispositivi utilizzati, alla latenza nelle applicazioni in tempo reale, o alla compatibilità tra sistemi software e hardware, soprattutto in ambienti misti o industriali. Le soluzioni AR richiedono una gestione fluida dei contenuti grafici tridimensionali e un'interazione stabile con l'ambiente fisico, il che implica attenzione nella selezione delle piattaforme, nell'ottimizzazione delle mesh 3D e nell'uso di tecnologie edge o cloud rendering, dove necessario.
Non meno importante è la resistenza culturale al cambiamento, soprattutto nei contesti dove i processi sono fortemente consolidati. L'introduzione di strumenti immersivi può generare diffidenza iniziale, sia tra i team tecnici, sia nei reparti commerciali abituati a metodologie tradizionali. In questo senso, l'adozione dell'AR deve essere accompagnata da una governance del cambiamento, con attività di sensibilizzazione, formazione e prototipazione guidata, che aiutino l'organizzazione a comprendere non solo il funzionamento, ma soprattutto il valore aggiunto operativo e competitivo.
La trasformazione digitale della fase commerciale è già in atto e sta ridefinendo radicalmente il concetto stesso di presentazione del prodotto. La vendita tradizionale, basata su descrizioni verbali, slide tecniche e materiali statici, sta progressivamente lasciando spazio a una nuova modalità di interazione: la visual experience. Si tratta di un approccio evoluto, più dinamico, immersivo e interattivo, in cui la comunicazione diventa immediatamente comprensibile, esperienziale e centrata sulle esigenze del cliente.
In questo contesto, la realtà aumentata e la modellazione 3D rappresentano abilitatori fondamentali. Queste tecnologie non si limitano a rendere più accattivante una presentazione: permettono di visualizzare scenari futuri, configurazioni complesse e soluzioni personalizzate in modo preciso, contestualizzato e condivisibile, contribuendo a ridurre le ambiguità e a rafforzare la fiducia tecnica nella proposta.
Per le aziende che operano in settori ad alto valore aggiunto, caratterizzati da soluzioni modulari, cicli decisionali lunghi o elevata pressione competitiva, l'adozione di strumenti immersivi non è più un'opzione accessoria, ma una leva strategica di differenziazione e accelerazione del processo di vendita. La capacità di "mostrare anziché raccontare" è oggi un vantaggio concreto, misurabile sia in termini di conversione commerciale sia nella qualità della relazione costruita con il cliente.
Se la tua organizzazione sta cercando strumenti per potenziare la propria forza vendita, ottimizzare la fase pre-sales o migliorare l'efficacia comunicativa di offerte complesse, la realtà aumentata e la modellazione 3D offrono una risposta concreta, scalabile e integrabile nei tuoi flussi esistenti.
Contattaci, il nostro team è a disposizione per progettare con te soluzioni su misura, capaci di trasformare le tue proposte in esperienze ad alto impatto.
La tua offerta può diventare il prossimo ambiente immersivo da esplorare!
Fonti
McKinsey & Company. (2023). The future of B2B sales: The big reframe. Retrieved from https://www.mckinsey.com/business-functions/growth-marketing-and-sales/our-insights/the-future-of-b2b-sales-the-big-reframe
PwC. (2019). Seeing is believing: How virtual reality and augmented reality are transforming business and the economy.Retrieved from https://www.pwc.com/gx/en/industries/technology/publications/seeing-is-believing.html
Capgemini Research Institute. (2020). Augmented and Virtual Reality in Operations. Retrieved from https://www.capgemini.com/research/ar-vr-in-operations/
IDC. (2023). Worldwide Augmented and Virtual Reality Spending Guide. Retrieved from https://www.idc.com/getdoc.jsp?containerId=US49643023
Porter, M. E., & Heppelmann, J. E. (2017). Why every organization needs an augmented reality strategy. Harvard Business Review. Retrieved from https://hbr.org/2017/11/why-every-organization-needs-an-augmented-reality-strategy
Single Grain. (2022). AR experiences that boosted conversion rates by 189%. Retrieved from https://www.singlegrain.com/digital-marketing/ar-experiences-that-boosted-conversion-rates-by-189/
PatentPC. (2024). AR shopping stats & engagement trends. Retrieved from https://patentpc.com/blog/ar-shopping-stats-try-before-you-buy-engagement-trends
NielsenIQ. (2023). AR builds trust in product quality and brand preference. Retrieved from https://www.linkedin.com/posts/anotherrealitystudio_56-of-shoppers-surveyed-by-nielseniq-said-activity-7127701551669809153-dI8L
NielsenIQ. (2024). Augmented reality in retail. Forbes Councils Blog. Retrieved from https://councils.forbes.com/blog/augmented-reality-in-retail
Hilken, T., de Ruyter, K., Chylinski, M., Mahr, D., & Keeling, D. I. (2021). Augmented Reality in Marketing: A Meta-Analysis. Journal of Marketing, 85(1), 90–111. https://doi.org/10.1177/00222429211012361
Nagy, M., Szegedi, Z., & Horvath, D. (2022). An Investigation of the Adoption of AR Technologies. Issues in Information Systems, 23(2), 294–309. Retrieved from https://iacis.org/iis/2022/2_iis_2022_294-309.pdf
The AREA. (2023). Case Study – Augmented Reality in Construction Planning (Holo-Light). Retrieved from https://thearea.org/ar-news/case-study-augmented-reality-in-construction-planning-holo-light
Ericsson. (2020). How to improve ROI for Industry 4.0 use cases. Retrieved from https://www.ericsson.com/en/blog/2020/7/how-to-improve-roi-for-industry-4-0-use-cases
vGIS. (2024). New AR trends transforming the architecture, engineering and construction sectors. Retrieved from https://www.vgis.io/2024/09/09/new-ar-trends-transforming-the-architecture-engineering-and-construction-sectors
SmartTek Solutions. (2023). AR for architecture: Practical use cases. Retrieved from https://smarttek.solutions/blog/ar-for-architecture
Autore: Martina Pegoraro





